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Come scegliere un chirurgo plastico

La chirurgia estetica è un settore della medicina in continua evoluzione che spesso non viene inteso nella sua complessità. Infatti intervenendo sull’aspetto esteriore della paziente viene ad incidere anche sulla sfera emotiva e psicologica.

Oggi grazie a internet, a riviste e al passaparola tra amici è facile ottenere il nominativo di un chirurgo, ma non è altrettanto facile scegliere tra quei nomi quello a cui affidarsi.

Per tale motivo è opportuno, a mio avviso, focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti fondamentali prima di effettuare la scelta.

 

Molti di coloro che si propongono sul mercato non hanno una preparazione universitaria specifica: sono ad esempio specialisti in chirurgia generale, in chirurgia d’urgenza, oppure sono soltanto medici di medicina generale che, dopo aver frequentato un master, si presentano come chirurghi estetici. Quindi la prima cosa è scegliere un chirurgo specialista in chirurgia plastica. A tal fine è sufficiente consultare il portale della federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi (http://www.fnomceo.it).

 

Un buon chirurgo plastico deve sapere ascoltare e comprendere le aspettative, i timori e i dubbi del paziente, deve saper spiegare in maniera dettagliata la tecnica dell’intervento e chiarire non solo i vantaggi ma anche i rischi e le complicanze che possono derivarne.

Quindi la visita è un aspetto fondamentale nel rapporto medico-paziente e per essere sufficientemente esaustiva, a mio avviso, non può avere una durata inferiore ai 40-45 minuti in modo da dare al paziente la possibilità di effettuare una scelta consapevole e di comprendere se chi ha davanti sta soltanto cercando di “vendere” l’intervento.

 

Un altro aspetto da tenere in considerazione è il prezzo dell’intervento.

 

Questo deve comprendere:

  • il costo della clinica o day surgery dove viene effettuato l’intervento
  • il costo delle protesi mammarie (nel caso di interventi con protesi)
  • l’onorario del chirurgo e della sua equipe
  • il costo di tutte le medicazioni e i controlli successivi

 

Un alto standard non può essere offerto ad un prezzo troppo basso.

Quindi bisogna sempre diffidare di chi propone interventi a prezzi bassi.

 

Ultimo aspetto, ma forse il più importante, su cui vorrei porre l’attenzione dei pazienti è che la visita, implicando un impegno approfondito nell’esame del paziente, impegno che è il risultato di molti anni di studio e di continui aggiornamenti, non può essere gratuita.

A tal proposito consiglio di leggere cosa dice in merito l’Associazione Italiana di Chirurgia Estetica (http://www.aicpe.org/informazioni/I/12/Perchè-la-visita-non-è-gratuita).

 

 

firma-gigliotti

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Ridefinire zigomi e contorno mandibolare con Radiesse

Il Radiesse®   è un dermalfiller di nuova generazione composto da microsfere di idrossiapatite di calcio immerse in una soluzione acquosa di gel. Si tratta di un filler estremamente sicuro in quanto certificato CE dal 2004 e autorizzato FDA dal 2006, inoltre è riassorbibile al 100% nel giro di 12-18 mesi.

La differenza con gli altri filler riassorbibili, però, non è solo la durata, ma una spiccata capacità “ristrutturante” del Radiesse®   dovuta all’induzione della produzione di fibre collagene. Ciò rende il Radiesse®   particolarmente indicato nei trattamenti volumizzanti come per esempio la ridefinizione del profilo mandibolare e della regione zigomatica.

Il trattamento si esegue in ambulatorio e dura 15-20 minuti in media e grazie alla possibilità di miscelare il prodotto con l’anestetico locale  è completamente indolore.

Nella maggior parte dei casi si può tornare alle proprie attività subito dopo il trattamento, il rischio di lividi è minimo grazie all’utilizzo di particolari cannule smusse che non traumatizzano i tessuti.

Controindicazioni all’impiego diRadiesse® sono: gravidanza, allattamento, infezioni cutanee nel sito d’innoculo, il trattamento delle rughe glabellari, periorbitarie e l’aumento volumetrico delle labbra.

Dott. Stefano Gigliotti

Chirurgo Plastico

 

 

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Rimodellare i glutei

I glutei rappresentano una parte molto importante nella silhouette di donna, essendo da sempre simbolo di femminilità ma anche espressione di una forma fisica giovane e allenata.

I motivi più comuni per i quali una paziente si sottopone ad un’intervento di rimodellamento dei glutei sono un volume troppo piccolo e in disarmonia con il resto del corpo, glutei poco tonici in seguito a perdite di peso e invecchiamento.

Molto spesso dopo importanti perdite di peso i volumi tendono a spostarsi verso il basso con conseguente svuotamento dei quadranti superiori dei glutei e riempimento di quelli inferiori; il risultato è un gluteo con aspetto “appesantito”, non più tonico e tondo. A questo poi si aggiunge la presenza di adiposità localizzata in zona fianchi, regione sacrale e cosce.

Per questi motivi l’approccio al rimodellamento dei glutei deve essere un’azione combinata di liposcultura (per la riduzione dei volumi in eccesso) e lipofilling o protesi (per aumentare i volumi in zone deficitarie).

Per l’aumento dei glutei la mia scelta ricade sicuramente sul lipofilling (trapianto di grasso), un’intervento che permette di ottenere risultati naturali e definitivi grazie all’utilizzo del proprio grasso. Il principale limite è rappresentato dalle donne magre che non hanno grandi volumi di grasso necessari per ritonificare i glutei.

Il decorso post-operatorio di una liposcultura-lipofilling combinata è breve e il recupero molto veloce. Gli esiti cicatriziali si limitano a piccoli tagli inferiori al centimetro. E’ possibile, a distanza di qualche mese, un ritocco dovuto ad una percentuale di grasso che inevitabilmente va incontro a riassorbimento.

Dott. Stefano Gigliotti
Chirurgo Plastico

 

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Eccessiva sudorazione?

L’eccessiva sudorazione, o iperidrosi, è un problema molto diffuso che viene vissuto come un disturbo sociale. L’iperidrosi, infatti, è un fenomeno scomodo ed imbarazzante che può rappresentare, in alcuni casi, un grosso impedimento alle normali relazioni interpersonali.

L’iperidrosi è causata da un’eccessiva attività delle ghiandole sudoripare sotto lo stimolo delle fibre colinergiche del sistema nervoso autonomo.

Esistono due forme d’iperidrosi: quella primaria, la più diffusa, della quale non se ne conoscono le cause, e quella secondaria causata da disturbi specifici come disfunzioni del sistema endocrino, obesità, menopausa o alcune malattie neurologiche.

L’iperidrosi primaria coinvolge aree specifiche come le mani, le ascelle, i piedi e la fronte, mentre quella secondaria, di solito, riguarda aree più estese.

Questo problema può essere risolto in maniera mini-invasiva e sicura, migliorando così la qualità di vita e le relazioni sociali.

La soluzione è rappresentata da infiltrazioni con la tossina botulinica, la stessa che si usa per correggere le rughe d’espressione. Grazie a questa sostanza, infatti, le ghiandole sudoripare non percepiscono più l’impulso che le “spinge” a produrre sudore riducendo, così, l’attività in tutte le zone trattate. Il trattamento è indolore, non necessita di anestesia ed è possibile riprendere da subito le normali attività.

La durata del risultato è temporanea, dura infatti sei-sette mesi, ma è ripetibile.

Dott. Stefano Gigliotti
Chirurgo Plastico

 

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Mastoplastica additiva: quando il grasso serve!

Una delle complicanze che può subentrare dopo un intervento di mastoplastica additiva è la formazione delle cosiddette “pieghe cutanee”. Questo problema è determinato principalmente dalla visibilità attraverso la pelle di pieghe presenti nell’involucro protesico. Fra le cause più comuni vi è certamente lo scarso spessore dei tessuti molli che ricoprono l’impianto che conseguentemente diventa più visibile. Altri fattori che influenzano la formazione delle pieghe cutanee sono l’utilizzo di protesi grandi (che possono provocare a lungo termine un’ulteriore atrofia con accentuazione del problema), a gel poco coesivo collocate in un piano retroghiandolare.

Correggere questa antipatica complicazione non è sempre facile. Se la protesi è posizionata in un piano retroghiandolare a volte basta spostarla in un piano più profondo retromuscolare, nel caso in cui le pieghe si presentano con la protesi già in sede sottomuscolare si può ricorrere al LIPOFILLING o trapianto di grasso.

Questa metodica, ampiamente utilizzata in chirurgia estetica, consiste nel prelevare tessuto adiposo da un’area donatrice (addome, fianchi, cosce, ginocchia…), purificarlo mediante filtrazione e soluzione fisiologica e iniettarlo con specifiche cannule in corrispondenza delle pieghe aumentando così lo spessore di copertura della protesi sottostante.

Questo intervento, che si può eseguire in anestesia locale, è in grado di offrire grande soddisfazione alla paziente grazie al notevole miglioramento estetico che si può ottenere.

Dott. Stefano Gigliotti

Chirurgo Plastico

 

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L’evoluzione della liposcultura: BodyTite™

Il BodyTite™ è un’apparecchiatura di recente introduzione basata su una tecnologia a radiofrequenza bipolare che permette di soddisfare, in un unico trattamento, le richieste di liposuzione, di rimodellamento dei contorni del corpo e di compattamento della pelle.


I pazienti candidati a questa procedura sono gli stessi candidati per una liposcultura tradizionale, ma con questa procedura è possibile oltre ad aspirare il grasso che viene liquefatto dalla radiofrequenza anche ridare tono in modo mini invasivo ad una cute rilassata come quella delle braccia, delle cosce, del collo e dell’addome soprattutto dopo una gravidanza o importanti perdite di peso.


BodyTite™ permette di applicare la RF bipolare direttamente dall’interno, sul grasso, attraverso una cannula per aspirazione, montata su un manipolo dotato di una sonda esterna applicata al tessuto cutaneo. L’energia erogata, direzionata in maniera specifica ed omogenea fra la punta della cannula (elettrodo interno) e la sonda esterna (elettrodo esterno), consente, contemporaneamente, lo “scioglimento” del grasso e la retrazione cutanea dei tessuti mirati. La procedura viene effettuata in tutta sicurezza grazie al software di cui è dotato BodyTite™ che controlla “on-line” tutti i parametri necessari: temperatura, impedenza, profondità e potenza, informando l’operatore delle linee operative con un segnale acustico modulato ed interrompendo l’emissione di energia nel caso di errata procedura.


Inoltre la coagulazione elettrochirurgica con RFAL™ (Radio-Frequency Assisted Liposuction) di adipociti e vasi di piccola e media grandezza, consente un’aspirazione meno traumatica del tessuto adiposo ed una maggiore coagulazione dei vasi sanguigni, che si traduce in una significativa riduzione dell’ecchimosi, dell’edema e del dolore post-operatorio rispetto alla liposcultura tradizionale con una ripresa della vita sociale molto più veloce.


Dott. Stefano Gigliotti
Chirurgo Plastico


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Tutela dei minori

No alle protesi al seno per fini estetici alle minorenni: adesso è legge.
Istituiti i registri nazionali delle protesi mammarie. Multa fino ai 20 mila euro per i chirurghi che non rispetteranno il divieto.



Via libera all’unanimità da parte della commissione Affari sociali della Camera al ddl che istituisce i registri regionali e nazionale delle protesi mammarie e che vieta gli interventi al seno a fini estetici sulle minorenni. Il ddl, esaminato in terza lettura dalla commissione in sede legislativa, è legge ed entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.



LE MULTE – Con l’entrata in vigore del provvedimento i chirurghi che non rispetteranno il divieto di intervento «under 18» (pazienti sulle quali si potrà impiantare una protesi solo in caso di indicazione medica di«gravi malformazioni congenite») rischieranno una multa fino a 20mila euro e tre mesi di sospensione dall’attività. Il provvedimento, fortemente voluto dall’allora sottosegretario alla Salute Francesca Martini, era stato presentato dall’ex ministro della Salute Ferruccio Fazio e aveva ricevuto il primo via libera alla Camera il 22 dicembre 2010. Alla fine del 2011, sulla scia dello scandalo delle protesi francesi difettose Pip, il Senato aveva ripreso l’esame, approvando il testo con l’inasprimento delle pene da 5mila agli attuali 20mila euro. Ora il ministero della Salute avrà sei mesi di tempo per emanare il decreto che stabilirà tempi e modi per la raccolta dei dati nel registro nazionale, che sarà tenuto dalla direzione generale farmaci e dispositivi medici del ministero.



I REGISTRI – Sempre al ministero spetterà ogni anno il compito di fare una relazione al Parlamento sui dati raccolti dai registri, che dovranno contenere anche le indicazioni sui tipi di protesi e di riempimenti, oltre alla durata degli impianti. Nei registri, di cui ogni Regione dovrà dotarsi, andranno indicati «tipologia e durata degli impianti, con informazioni dettagliate circa il materiale di riempimento utilizzato ed etichettatura del prodotto, gli effetti collaterali ad essi connessi nonchè l’incidenza dei tumori mammari e delle malattie autoimmuni».



Dott. Stefano Gigliotti

Chirurgo Plastico





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